N.2 2025 - Lettura, progresso umano e sviluppo economico: una prospettiva europea

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Chiusi in una bolla. L’eterna crisi del libro in Italia

Paolo Di Paolo

Scrittore italiano

Abstract

L’intervento ha come obiettivo sfatare stereotipi e falsi miti sulla lettura in Italia, spesso interiorizzati dagli stessi addetti ai lavori, e contrastare il senso di pessimismo associato al mondo del libro. L'autore evidenzia come i dati statistici, spesso superficiali e soggetti a problematiche di campionatura, non siano sempre efficaci per un’analisi complessa sulla questione della lettura. Si sottolinea che la distinzione tra “Paese che legge” e “Paese che non legge” è più sfumata di quanto si pensi, con forme di lettura sotterranee e anticonvenzionali spesso difficili da rilevare. Si evidenzia anche come, nonostante tutto, la cultura del libro abbia resistito nel tempo, adattandosi alle nuove tecnologie e forme di comunicazione, senza perdere il suo valore simbolico. L’autore invita a ridefinire i linguaggi usati, a partire, ad esempio, dalle campagne promozionali, puntando su esperienze concrete e coinvolgenti, come i circoli di lettura e iniziative fuori dai luoghi tradizionali, invece che attraverso approcci teorici e spesso negativi. Si evidenzia inoltre l’importanza di una relazione più efficace tra il mondo del libro e la sua platea potenziale, contrastando la “bolla” dell’attuale scenario. Infine, si sottolinea come la condivisione dell’esperienza di lettura possa rafforzare il valore simbolico del libro e favorire un contagio culturale, fondamentale per contrastare il pessimismo e rilanciare la passione per la lettura nel contesto italiano.

English abstract

Trapped in a Bubble: The Eternal Crisis of the Book Market in Italy

This article aims to dispel stereotypes and myths about reading in Italy, often internalized by professionals themselves, and to counter the sense of pessimism associated with the world of books. The author highlights how statistical data, often superficial and subject to sampling issues, are not always effective for a complex analysis of reading. He emphasizes that the distinction between "a country that reads" and "a country that doesn't read" is more nuanced than one might think, with underground and unconventional forms of reading often difficult to detect. He also highlights how, despite everything, book culture has endured over time, adapting to new technologies and forms of communication without losing its symbolic value. The author calls for a rethinking of the language used, starting, for example, with promotional campaigns, focusing on concrete and engaging experiences, such as reading clubs and initiatives outside of traditional venues, rather than theoretical and often negative approaches. The importance of a more effective relationship between the world of books and its potential audience is also highlighted, counteracting the current "bubble" scenario. Finally, it is emphasized how sharing the reading experience can strengthen the symbolic value of books and foster cultural contagion, which is essential for countering pessimism and reviving a passion for reading in Italy.

DOI: 10.3302/2421-3810-202502-019-01