N.1 2021 - Biblioteca, storia, memoria

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La digitalizzazione che non c’è

Nicola Barbuti

Dipartimento di Studi umanistici, Università degli studi di Bari Aldo Moro, nicola.barbuti@uniba.it.

Mauro De Bari

Dipartimento di Studi umanistici, Università degli studi di Bari Aldo Moro, mauro.debari@uniba.it.

Abstract

La pandemia di SARS-CoV-2 ha determinato la deflagrazione delle problematiche e criticità irrisolte connesse con gli scenari della digital transformation. Quotidianamente si sollevano dibattiti sull’impatto del digitale e della digitalizzazione e proclami di creazione del nuovo patrimonio culturale digitale, il digital cultural heritage (DCH). Il topic di un bando Horizon del gennaio 2020 ha chiaramente evidenziato come la digitalizzazione si focalizzi ancora esclusivamente sugli aspetti visuali dei dati, trascurando la cura delle informazioni storiche e culturali che ne rappresentano l’autentica componente culturale. Le presentazioni di recenti progetti digitali realizzati o avviati nel nostro Paese confermano questa constatazione, perseverando nel confondere il valore culturale della creazione digitale con il risultato di offrire agli utenti la visualizzazione online di beni analogici, con investimenti vanificati in una digitalizzazione che, non producendo DCH, di fatto non lascia alcuna traccia di sé.

L’articolo analizza le possibili cause di questa confusione dilagante. Assunto di partenza è la constatazione che l’inesistenza di processi di digitalizzazione generativi di DCH dipende dalla carenza di una adeguata formazione. Infatti, a fronte di oltre un trentennio di consolidati studi e ricerche nei diversi settori delle digital humanities, ancora oggi nei settori dell’educazione e dell’alta formazione non si registra pari attenzione alla necessità di creare una cultura consapevole sui processi di digitalizzazione.

English abstract

The SARS-CoV-2 pandemic has led to the deflagration of unresolved issues related to digital transformation scenarios. Debates on the impact of digital and digitization and proclamations of the creation of the new digital cultural heritage (DCH) are raised daily. The topic of a Horizon 2020 call for proposals (January 2020) clearly highlighted how digitization still focuses exclusively on the visual aspects of data, without care of the historical and cultural information that is their true cultural components. Recent digital projects carried out or launched in our country confirm this assumption, persisting in confusing the cultural value of digital creation with offering users the online visualization of analogue assets, investing in a digitization that, since it does not produce DCH, in fact leaves no trace of itself.

The article analyzes the possible causes of this pervasive confusion, starting by the non-existence of DCH-generating digitization processes depending on the lack of adequate training. In fact, after more than thirty years of consolidated studies and research in the various sectors of the digital humanities, even today in the fields of education and higher education there is no attention to create a cultural awareness of digitization processes.

DOI: 10.3302/2421-3810-202101-071-1