N.1 2026 - Affrontare l’IA con intelligenza

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Cosa accadrà con l'intelligenza artificiale in biblioteca? Opinioni a confronto

A cura di Fabio Mercanti

Abstract

Per decenni la diffusione del digitale ha modificato progressivamente tutti gli aspetti dell’attività bibliotecaria, dalla costruzione delle collezioni agli strumenti di mediazione, all’offerta dei servizi. Pur trattandosi di trasformazioni profonde – basti pensare alla smaterializzazione dei documenti o allo sviluppo di servizi da remoto – si può dire che sostanzialmente non sono cambiati i riferimenti essenziali e la funzione di raccordo complessivo esercitata dal bibliotecario. Da qualche tempo le applicazioni di Intelligenza artificiale (IA) sembrano mettere in discussione ogni certezza. Quanto questa nuova sfida possa incidere sulla natura stessa della biblioteca e della professione bibliotecaria è presto per dirlo. Abbiamo chiesto ad alcuni esperti italiani e stranieri di esprimersi su alcuni interrogativi che sono al centro del dibattito professionale.

Hanno preso parte a questa intervista: Laura Ballestra (LIUC-Università Carlo Cattaneo), Maria Cassella (Università degli Studi di Torino), Derrick de Kerckhove (sociologo e massmediologo), Maurizio Lana (Università del Piemonte Orientale), Andrea Marchitelli (EBSCO), Federico Meschini (Università degli Studi della Tuscia), Rossana Morriello (Università degli Studi di Firenze), Damiano Orru (Osservatorio AIB sulla information literacy), Riccardo Ridi (Università Ca’ Foscari di Venezia), Gino Roncaglia (Università degli Studi Roma Tre), Jeffrey Schnapp (Harvard University), Chiara Storti (Biblioteca Nazionale di Firenze), Anna Maria Tammaro (Editor - Digital Library Perspectives), Maurizio Vivarelli (già Università degli Studi di Torino)

DOI: 10.3302/2421-3810-202601-046-01