N.1 2026 - Affrontare l’IA con intelligenza

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Intelligenza Artificiale e biblioteche

Lorenzo Gobbo

Università della Svizzera italiana,lorenzo.gobbo@usi.ch

Per tutti i siti web la data di ultima consultazione è il 26 marzo 2026.

Abstract

Il contributo analizza l’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito bibliotecario. La crescente produzione editoriale e scientifica, unita alla diffusione di contenuti generati artificialmente, rende necessaria l’automazione in ambito bibliotecario ma introduce criticità legate a errori, trasparenza e controllo dei processi. Le biblioteche difficilmente potranno sviluppare autonomamente tali tecnologie, non per mancanza di competenze, ma per i vincoli di tempo e aggiornamento continuo richiesti. Il ruolo del bibliotecario si ridefinisce quindi come valutatore di servizi e mediatore verso l’utenza. A questo fine viene proposto un modello di valutazione dei servizi basato su cinque criteri: sostenibilità, trasparenza, bias, riusabilità dei dati e sicurezza. Si distinguono tre modalità di adozione: servizi remoti, modelli locali e strumenti sviluppati ad hoc, privilegiando questi ultimi per maggiore controllo e sostenibilità. Il contributo evidenzia inoltre l’importanza di rendere i dati bibliotecari accessibili e indicizzabili, supportando così l’integrazione con sistemi di IA già utilizzati dagli utenti. Centrale rimane la curatela dei dati, l’uso di vocabolari controllati e la disponibilità di contenuti testuali.

English abstract

AI and libraries This paper examines the application of artificial intelligence in the library domain. The growing volume of editorial and scientific production, combined with the spread of artificially generated content, makes automation necessary in libraries while introducing critical issues related to errors, transparency, and process control. Libraries are unlikely to develop such technologies independently, not due to a lack of expertise, but because of the time constraints and continuous updating required. The role of the librarian is therefore redefined as that of a service evaluator and mediator for users. To this end, a framework for evaluating services is proposed, based on five criteria: sustainability, transparency, bias, data reusability, and security. Three modes of adoption are identified: remote services, locally deployed models, and custom-built tools, with the latter being preferred for their greater control and sustainability. The paper also highlights the importance of making library data accessible and indexable, thus supporting integration with AI systems already used by users. Data curation, the use of controlled vocabularies, and the availability of textual content remain central.

DOI: 10.3302/2421-3810-202601-019-01